Fino ad alcuni decenni orsono i vecchi delle mie parti guardavano alle fotografie quasi fossero opere magiche, chiamandole "'A talequale". C'era poi un misto di rispetto reverenziale e di ammirazione per i pochi fortunati che possedevano un'apparecchio fotografico, spesso di produzione tedesca, e che di solito accompagnava tutta la vita del nucleo familiare dalla nascita del primo figlio fino ai matrimoni di nipoti e cugini vari. Di solito il battesimo del fuoco del primogenito avveniva quando gli si permetteva di tenere in mano il pesante oggetto portatore di tanta misteriosa tecnologia accompagnato dalla frase di rito: Attento a non farla cadere! I piú grandicelli potrevano addirittura scattare una foto, in cui il soggetto era di solito senza testa. Quanta emozione nell'osservare attraverso il mirino! Ci sentivamo tutti improvvisamente piú grandi e sembrava quasi che guardare attraverso quel buchetto ci nascondesse alla vista degli altri, come si fosse dietro una porta e si spiasse dal buco della serratura! Ancor oggi  c'è qualcosa di molto difficile da descrivere, ma molto reale, quando un giovane mi si avvicina mentre uso una macchina fotografica d'epoca. Si tratta di una miscela di riverenza e stupore, forse perché questo apparecchio che giá esisteva prima che lui venisse al mondo, a dispetto della sua età funziona ancora perfettamente. Se poi mi offro di fargliela tenere diventa addirittura ossequioso: Sa di avere un pezzo di fine artigianato tra le mani, i cui progettisti sono molto probabilmente già da tempo scomparsi. Anche se mi piace pensare che sorriderebbero se solo potessero vedere la scena, cosí come in modo analogo alcune persone, in particolare gli anziani, mi sorridono quando mi vedono usare una delle mie fotocamere, probabilmente rivivendo ricordi felici di un tempo ormai lontano.

Oggigiorno esistono sul mercato dell'usato degli splendidi apparecchi sia reflex che telemetro, senza scomodare le Leica, capaci di scattare fotografie eccellenti che solo macchine digitali professionali sono in grado di imitare per nitidezza d'immagine e contrasto dei colori: Zeiss Ikon, Balda, Exakta, Leidolf, Ihagee, Pentacon, Welta, Voigtländer, Altix, Kodak, Braun, Agfa, Wirgin e Rollei solo per quanto riguarda le tedesche, tutte corredate di ottiche eccellenti per lo piú derivate dal mitico Zeiss Tessar a 4 lenti; Le giapponesi dal canto loro vantano ottime rappresentanti come Canon, Asahi, Minolta, Topcon, Ricoh, Nikon, Petri, Fujica, Yashica, Konica, Miranda, Kowa, Olympus, Mamiya talvolta dotate di sorprendenti soluzioni tecnologiche. Da non disprezzare poi le Russe Zenit, Zorki, FED, Kiev, LOMO, KMZ, in genere imitazioni delle tedesche, quasi sempre le Leica. La maggior parte di queste macchine sono scomparse dal mercato giá da alcuni decenni ma ancor'oggi sono in grado di regalare emozioni uniche all'appassionato, che puó contare su di una tecnologia d'eccellenza riferita ai massimi livelli del tempo in cui esse furono concepite, pur pagandole oggi una parte infinitesimale rispetto al loro prezzo d'acquisto all'epoca. Unica eccezione, le Leica, ma questa é un'altra storia.

 

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